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Beppe Bozzo ad Affari Italiani: “Il Cosenza è la mia squadra del cuore”

Beppe Bozzo ad Affari Italiani: “Il Cosenza è la mia squadra del cuore”

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Vita da procuratore, cellulari che squillano ogni ora del giorno: giocatori, presidenti e giornalisti che scatenano l’assalto quotidiano. A caccia di notizie, contratti, accordi che stanno per nascere o non si faranno mai. Vita da procuratore, come quella di Giuseppe Bozzo (per gli amici Beppe o Peppe), 40enne avvocato di Cosenza (“La mia squadra del cuore”) noto al mondo del pallone per essere l’agente di Antonio Cassano e dei giocatori dai piedi buoni, da Palladino a Rosina (altro cosentino come lui), genietti dell’Under-21: “Non potrei assistere un giocatore che non ha i piedi buoni. E’ una scelta… un vezzo”, spiega ad Affari Italiani. E gli scappa una risata. Quanti aneddoti. Soprattutto su Cassano: dalla stretta di mano con Sensi che chiuse i sogni di Inter, Milan e Juve, alle tante voci sul carattere difficile di Antonio: “Una bugia. Lui non è un ipocrita e ne ha pagato le conseguenze sulla sua pelle”. Momenti difficili? “Ai tempi della Roma dovemmo superare la diffidenza di tutti sul fatto che Antonio non avesse firmato un contratto con la Juventus”. Poi il passaggio a Madrid: “Avvenne perché il Real non si può rifiutare…”. Ma con l’addio di Florentino Perez…

E Bozzo, soprattutto, non dimentica mai da dov’è venuto. Il Cosenza è sempre la sua squadra del cuore ma è anche la città da dove ha iniziato la sua scalata.

Quand’è che ha iniziato la professione?
“Nel 1996. Essendo di Cosenza avevo molti assistiti di quella squadra, ad esempio l’attaccante Tommaso Tatti, con cui sono diventato amico anche al di fuori del calcio. E poi ho puntato su ragazzi emergenti: il giovane Cassano, Perrotta, Modesto, e via dicendo. Ho avuto un po’ di abilità e tanta fortuna, visto che molti di loro adesso giocano in serie A e nelle Nazionali”.

Complimenti, avvocato Bozzo. E non si dimentichi mai della sua (e della nostra) Cosenza…

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