L’ultima volta a Cava: agguato e incidenti

Il 5 settembre 2010 in pochi si attendevano scontri e incidenti allo stadio “Simonetta Lamberti” per Cavese-Cosenza. Sì, d’accordo, l’anno prima c’era stato un po’ di “casino” perché i cavesi non avevano proprio gradito l’invasione di alcuni ultras cosentini a fine gara a caccia di magliette ma, vivaddio, nessuno poteva immaginare che ci sarebbe stata una ritorsione per questo. Anche e soprattutto perché gli ultras cosentini si presentavano a Cava senza la famigerata “tessera del tifoso” e gli ultras cavaioli, almeno a parole, erano schierati anche loro sulla stessa posizione. E invece…
Gli ultras rossoblu che hanno deciso di partire in treno saranno una cinquantina. Sono arrivati intorno alle 13,30 e dopo pochi minuti sono entrati a contatto con un gruppo molto più numeroso di ultras cavesi che evidentemente erano in “agguato”. Un atteggiamento incomprensibile in tempi in cui anche le più acerrime rivalità venivano sfumate dalle questioni legate alla tessera del tifoso. Le due opposte fazioni si sono scontrate per qualche minuto.
L’intervento della polizia, tutt’altro che tempestivo, ha disperso i cavesi, tre dei quali sono stati prima fermati e poi arrestati. Il gruppo di supporter cosentini “senza tessera” non è neanche riuscito a vedere la partita e dopo qualche coro fuori dallo stadio è stato “rispedito” a Cosenza sempre con il treno. Un altro gruppo di ultras cosentini invece è arrivato a Cava de’ Tirreni in macchina. Hanno acquistato il biglietto e sono entrati nello stadio in modo anonimo nel settore tribuna dei tifosi della Cavese e dopo una quindicina di minuti, a sorpresa, hanno iniziato a sventolare le bandiere, ad alzare cori e ad esporre gli striscioni. Sono iniziati piccoli tafferugli nel settore della Tribuna coperta. La situazione è tornata, con molta fatica, alla normalità ma alla fine del primo tempo gli ultras sono stati invitati a cambiare settore e a quel punto hanno deciso di rimanere fuori e di non continuare a vedere la partita sempre per mantenere fede con coerenza al “no alla tessera”.
Resta la delusione per l’atteggiamento dei cavesi, che a distanza di tre anni francamente non riusciamo proprio a giudicare.