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Storia di una sfida infinita. Era novembre anche nel 1949, l’unica volta che il Cosenza ha vinto a Messina

Storia di una sfida infinita. Era novembre anche nel 1949, l’unica volta che il Cosenza ha vinto a Messina

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Se non ci fosse la storia a ricordare il passato, Messina-Cosenza non potrebbe mai essere considerata una sfida infinita, quale invece è. Una sfida che si riproporrà domenica prossima e che a tutti gli effetti un “classico” della nostra vita di tifosi e addetti ai lavori.

Giallorossi e rossoblu si incontrano ormai stabilmente da ottant’anni ma ci sono testimonianze di partite anche negli anni Venti. E se Cosenza è un tabù per il Messina (che non vince qui dal 1976), la città dello Stretto è un tabù ancora più difficile da superare per i nostri Lupi, che hanno conquistato una sola vittoria in terra siciliana. Era il 27 novembre 1949: sono passati quasi sessantaquattro anni! Per il resto 8 pareggi e 22 sconfitte.

E’ dal 1930, invece, che Messina e Cosenza si sfidano nei cosiddetti campionati a girone unico. La prima volta che il Cosenza esce indenne dal vecchio “Arsenale” è nel 1945, prima giornata di un torneo di serie C storico per i colori rossoblu. Sarà quello che porterà per la prima volta il Cosenza in serie B. Dopo quattro sconfitte consecutive nelle prime quattro gare in terra messinese, il Cosenza del “vecio” Vignolini impone lo 0-0 con tanti cosentini nella formazione titolare: Lombardi, Vignolini, Maggio, Gagliardi, Pellicori, Sesti I, Palacino, Bruno P., Sesti II, Trombino, Bruno R. I cosentini sono il terzino Maggio, il mediano Gagliardi, meglio conosciuto come “Papagnella”, il centromediano Pellicori, i fratelli Athos e Porthos Sesti, una famiglia di calciatori “moschettieri”, il centrocampista Domenico Trombino, l’altra mezzala Pierino Bruno e l’attaccante Raffaele Bruno.

Ma il giorno che ricordiamo ancora oggi è quello dell’ultima vittoria a Messina, nello stadio che nel frattempo è stato intitolato all’eroico Giovanni Celeste. 27 novembre 1949. Il Cosenza di mister Mosele e del presidente Mario Morelli, costruito per tornare in serie B dopo la retrocessione del 1948, è una corazzata ma neanche il Messina scherza e le due squadre condurranno una battaglia senza quartiere che si concluderà con gli spareggi e con una coda giudiziaria. Quel giorno, tuttavia, il Cosenza sbanca ed espugna il “Celeste” con il risultato di 4-2. Doppietta di Zaro e reti di Begnini (il calciatore che ha segnato il gol dell’ultima vittoria rossoblu a Catanzaro) e Polacchi.

Il Cosenza giocava con: Gisberti, Martini, Campana, Delmorgine, Manfredini, Bacilieri, Begnini, Radu, Confalonieri, Zaro, Polacchi.

Le due squadre torneranno ad incontrarsi soltanto all’alba degli anni Sessanta, quando finalmente il Cosenza ritorna in serie B.

Gli annali ci dicono che i Lupi strappano un importante pareggio al “Celeste” nel campionato 1962-63. Lo decidono due autoreti, una di Radaelli a favore del Cosenza al 70′ e una di Fontana a favore del Messina al 78′. I rossoblu giocavano con: Dinelli, Baston, Orlando, Ippolito, Fontana, Millea, Dalla Pietra, Thermes, Brugnoli, Rumignani, Marmiroli. Il Cosenza si salverà più agevolmente che nella stagione precedente ma l’anno successivo retrocederò in serie C.

Gli anni Settanta non sono certo un bel periodo per la storia rossoblu e anche le sfide col Messina vanno decisamente male. Saranno gli anni Ottanta a far ritornare a sventolare il vessillo dei Lupi. E non c’è dubbio che l’ultima partita da ricordare al “Celeste” sia stata quella del mese di dicembre 1988, quando il Cosenza di Bruno Giorgi strappa il pari al Messina di Zeman e Totò Schillaci alla nona giornata, quando in riva al Crati, dopo un inizio di campionato in salita, finalmente arrivano i primi segnali di riscossa. Il successo nel derby con la Reggina (3-1 in rimonta), il colpaccio al “Brianteo” di Monza (2-1, doppietta di Padovano e rigore parato da Simoni a Casiraghi) e l’importante pareggio a Messina.

E’ proprio Totò Schillaci ad aprire le marcature in uno stadio gremito fino all’inverosimile e dove hanno trovato posto anche più di duemila tifosi rossoblu, spinti a Messina anche dal recente gemellaggio. Mancano venti minuti alla fine e recuperare sembra problematico ma all’83’ Michele Padovano, che in quel periodo sembra toccato dalla grazia, se ne va sulla sinistra caracollando alla sua maniera, guadagna il fondo e fa disegnare al pallone una traiettoria beffarda che si spegne all’incrocio dei pali ingannando il portiere Ciucci. Tifosi del Cosenza in visibilio e tutti contenti.

Da allora si sono giocate altre sei partite a Messina e il Cosenza ha pareggiato solo un’altra volta, nel 1991, quando il 2-2 finale sembrava già scritto in largo anticipo.

L’ultima sfida al San Filippo il 21 aprile scorso. Poteva essere lo scontro decisivo per la promozione ma il Cosenza arrivò con troppe defezioni (compresa quella di Mosciaro) al faccia a faccia e la partita finì zero a zero.

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