Florio: “Che rabbia perdere una partita che avevamo in pugno”
Franco Florio a fine partita saluta calorosamente Pedro Pablo Pasculli, l’ex centravanti della Nazionale argentina e capitano del Lecce, oggi allenatore della Berretti salentina.
“Sono stato felice di averlo visto e sono stato altrettanto felice – sorride – di avergli reso la vita difficile fino all’ultimo minuto. Devo dire che abbiamo buttato via la partita proprio quando avevamo limitato al massimo i rischi per la nostra difesa e soprattutto dopo aver mancato due clamorose occasioni da gol. E’ un vero peccato perché noi avevamo avuto tanti problemi ed eravamo un’incognita a tutti gli effetti e loro invece giocano insieme da anni e avevano una preparazione completamente diversa dalla nostra. Siamo stati sempre in partita e, ripeto, ce l’avevamo in pugno. Mi è dispiaciuto molto perdere così ma sono soddisfatto della prestazione dei miei ragazzi e spero di poter completare in fretta l’organico per disputare un campionato di livello e mettere in mostra tanti ragazzi”.
Oggi in campo il Cosenza aveva due classe 1997 (l’esterno Daniel Costabile e il difensore Francesco Montagnese) e diversi 1996 (Kevin Rizzo, Maiolo, Perrotta, Nigro e Lanzino) ma mister Florio attende il tesseramento di almeno altri sette-otto ragazzi per avere la rosa al completo.
“Stiamo lavorando di concerto con il segretario Giuseppe Valentino, che è responsabile del settore giovanile, e sono sicuro che riusciremo ad allestire una rosa competitiva”.
Hanno assistito alla partita anche mister Cappellacci, il suo vice Ianni e il direttore generale Ciccio Marino.
Degni di menzione il responsabile organizzativo Michele Cosenza, il medico sociale Aurelio Rizzuti e l’addetto agli arbitri Giulio Binetti, che hanno lavorato con dedizione alla causa.
Gigi e Kevin Marulla e Andrea Cariola sono stati, come sempre, perfetti padroni di casa per tutti ma soprattutto per i circa 200 spettatori che hanno affollato le platee del Centro Sportivo Marca, ancora una volta modello di organizzazione ed efficienza.