Giordano Napolano arriva da mister Cappellacci con un anno di ritardo: 26 gol con la Samb negli ultimi due anni

Giordano Napolano è nato a Terracina il 4 marzo 1988.
E’ un esterno offensivo rapidissimo e imprevedibile, molto bravo nell’uno contro uno ed efficace anche in zona gol.
Dopo un’ottima stagione alla Renato Curi Angolana (Serie D) viene chiamato dalla Sambenedettese, per essere stato notato proprio dal presidente rossoblu Roberto Pignotti durante la sfida in campionato tra le due squadre, in cui Giordano ha siglato una doppietta.
Due stagioni ad altri livelli con la Samb in Serie D: 25 presenze e 11 reti nel 2011-12 con i rossoblu ad un passo dalla promozione e 28 presenze e 15 reti nella stagione appena trascorsa con la promozione in C2 brillantemente conquistata e poi vanificata dall’incredibile vicenda della mancata iscrizione. Quasi inutile sottolineare che Napolano è diventato uno degli idoli della piazza marchigiana.
Napolano era stato ingaggiato dal Perugia di Lucarelli, in C1, e aveva anche svolto quasi tutto il ritiro con i Grifoni, ma poi la società e il tecnico avevano deciso di fare altre scelte e hanno lasciato libero il ragazzo.
Napolano, a dire il vero, aveva già incontrato mister Cappellacci lo scorso anno, a Teramo. Ma qualcosa non andò per il verso giusto.
Partiamo dall’antefatto. L’atleta della Sambenedettese, autore di undici gol nel torneo 2011-12, è corteggiato dal Teramp di patron Campitelli e mister Cappellacci per oltre un mese. Un inseguimento lungo e serrato, che non giunge però a buon termine, visto che il giocatore decide di rinnovare il contratto col suo vecchio club di appartenenza. Una scelta di cuore, e fin qui non c’è nulla di strano…in fondo queste sono le normali dinamiche del calciomercato. Trattativa tramontata? Nemmeno a pensarlo, visto che il giorno del raduno del Teramo, Napolano viene presentato ufficialmente alla stampa: le prime parole pronunciate davanti ai microfoni dell’emittente Teleponte lasciano trasparire tanta voglia di ben figurare con i nuovi colori sociali, tra l’altro indossati in occasione della rituale foto collettiva.
Esaurito il consueto cerimoniale, arriva il momento di effettuare il primo allenamento, che viene svolto con il massimo impegno sotto gli occhi di mister Cappellacci, il quale dispensa più di un complimento al neo acquisto. Ma non è tutto oro quel che luccica, però, visto che nonostante le apparenze la telenovela conosce un finale inatteso, addirittura incredibile: alle ore 20 dello stesso giorno, Napolano abbandona il ritiro della squadra teramana e torna nelle Marche per firmare il contratto con la società rivierasca, decidendo di ricoprire nuovamente il ruolo di bandiera rossoblu.
Cappellacci l’ha perdonato e lo sta rimettendo alla prova. Stavolta è sicuro che non gli combinerà altri scherzi.
“Ho iniziato a prendere confidenza con il pallone all’età di 6 anni nel San Martino di Terracina – spiega Napolano – una società che cura soltanto settore giovanile. Dopo sono passato alla squadra della mia città, il Terracina, che ora milita nel campio-nato di Eccellenza. Fino a 16 anni ho militato negli Allievi Regionali e poi ho compiuto il grande salto nel 2005 tra i professionisti, quando venni acquistato dal San Marino in C1. Giocai anche qui nelle giovanili, ma, complici gli infortuni dei due attaccanti, esordii in prima squadra nella prima di campionato contro la Fermana, ma rimase l’unica presenza professionistica in quella stagione”.
Napolano si trasferisce poi nelle Marche, dove disputa due stagioni al Grottammare in serie D (56 presenze e 6 gol), segue un anno alla Polisportiva Val di Sangro in C2, una breve parentesi al Valleverde Riccione, in Serie D, prima di trasferirsi alla Renato Curi Angolana nel dicembre 2009, dove ha giocato due anni, in Serie D.
Diciotto presenze e 4 gol il primo anno e 33 presenze e 10 reti il secondo. Quanto basta per fare il grande salto alla Sambenedettese e ritornare nel calcio che conta.