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Gli ultras rossoblu hanno ricordato Ettore Covello nel tradizionale Memorial

Gli ultras rossoblu hanno ricordato Ettore Covello nel tradizionale Memorial

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Sabato e ieri si è svolta al Jungle di Sangineto la quarta edizione del “Memorial Ettore Covello”, l’ormai tradizionale raduno estivo ultras in memoria dello sfortunato Ettore Covello, tra le figure più autorevoli del movimento ultras cosentino.

Sono state due giornate all’insegna del confronto, dello sport e dell’aggregazione, un momento fondamentale per ricordare Ettore e tutti i fratelli e le sorelle scomparsi durante questi quasi 40 anni di controcultura ultrà. Sono arrivati ultras da Ancona, Venezia, Caserta e da diverse altre città.

Questo l’accorato ricordo di Ettore da parte di alcuni suoi amici.

Pensare ad Ettore vuol dire farsi stringere il cuore.

Per chi l’ha conosciuto è una sensazione forte, un sentimento misto fra rabbia,allegria,tristezza ed incapacità di tornare dietro nel tempo, quando lui era materialmente accanto a noi, in ogni situazione, ad ogni lotta,corteo o trasferta. Ettore era sempre vicino a chi ne avesse avuto bisogno, in ogni istante, a disposizione dei suoi fratelli, continuamente attaccato all’amicizia, quella vera.

Ettore non era assolutamente una persona falsa ed ogni giorno dimostrava con i fatti di credere nel nobile valore dell’amicizia e della fratellanza. Dimenticarsi di lui è praticamente impossibile e queste parole non valgono solo oggi che è l’anniversario della sua scomparsa. Il ricordo di Ettore noi lo sentiamo ogni benedetto giorno dell’anno, in ogni occasione, nelle feste,nei raduni…Ettore lo immaginiamo sempre con noi sulle gradinate e davanti ai bar, a scherzare e parlare, intento a raccontarci e spiegarci la bellezza del mondo ultrà nonostante le sue innumerevoli contraddizioni.

Sì, perchè Ettore era soprattutto un ultrà. Niente da spartire con i nazisti invasati che giocano ad esserlo. Ettore era un ultrà vero, ossia un uomo buono,solidale,allegro ma combattivo, ricco di passione e di tenacia. Un ultrà di quelli che ormai ne trovi troppo pochi in giro per gli stadi perchè la società è cambiata ed insieme ad essa anche tutto ciò che gravita intorno. Nella sua tesi di laurea, Ettore, è riuscito saggiamente a spiegare cosa significa per noi essere ultrà. Lo ha fatto lasciando un segno indelebile, nero su bianco: la sua tesi è un patrimonio culturale che ci ha lasciato nelle mani. Diffondere i suoi valori, i suoi ideali è uno dei modi per riappagare il suo sacrificio.

Dietro a quel sorriso, al cappellino alzato ed alle innumerevoli battute satiriche che l’accompagnavano sempre c’era un uomo speciale che studiava, pensava, agiva. Ed Ettore è vivo proprio nelle lotte, nei momenti in cui c’è bisogno di supporto e di sostegno per resistere.

Tutta questa gente che oggi lo ricorda deve essergli grata per sempre perchè Ettore è diventato un ideale, una idea…e le idee non muoiono mai, superano lo spazio ed il tempo, vagano libere nell’universo arricchendo di senso le nostre esistenze a volte troppo piatte.

Facciamo vivere ancora Ettore, facciamolo con gli ideali che ci ha trasmesso, con i valori che ci ha lasciato, con la passione che ci ha unito!

ETTORE PER SEMPRE 

Marko e tutti gli amici di Ettore, i fratelli di curva

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