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Cosenza, il giorno dell’orgoglio

Cosenza, il giorno dell’orgoglio

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Al seguito dei Lupi soltanto pochi “eletti”: il presidente, l’amministratore delegato, i responsabili dell’area tecnica, i collaboratori della società. Così vogliono le regole del calcio moderno e non c’è protesta che tenga. Oggi per i cosentini a Messina la trasferta è vietata e i tifosi saranno costretti a seguire la partita o dalla vecchia e cara radiolina o dal computer, via streaming. I tempi in cui c’erano emittenti disposte ad investire sul “fenomeno Cosenza” sono passati e la crisi galoppante consiglia di risparmiare anche qualche migliaio di euro. Forse è giusto così, aspettando che ritorni un pizzico d’entusiasmo.

E forse è anche per questo che la giornata di oggi rimarrà nella storia, comunque vada a finire la partita, come la giornata dell’orgoglio rossoblu. Quell’orgoglio che è sempre uscito fuori nei momenti più delicati e che ha permesso al Vecchio Lupo di camminare a testa alta in questi cento anni di storia. Il Cosenza troverà sempre il modo e la forza di andare avanti. Tutti oggi accenderemo la radio o ci collegheremo via web sperando che al “San Filippo” accada quello che abbiamo lungamente sognato in questi mesi. Significherebbe lasciare aperta una fiammella, mettere paura ai messinesi, mandarli nel pallone. 

Ma anche se non dovesse accadere, è giusto che il popolo rossoblu sappia che la storia del Cosenza andrà avanti e approderà a quell’annata del Centenario che va doverosamente celebrata. Ora è tempo di vivere con tranquillità queste ultime ore di attesa. Partite del genere si vincono, prima che sul campo, con la testa, con i nervi e la voglia di essere gruppo. Il Cosenza di oggi è soprattutto un gruppo unito e venderà cara la pelle. Qualunque cosa succeda.

Forza Lupi Sempre.

 

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