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Il presidente Guarascio a tutto campo a “Il Quotidiano della Calabria”. «Siamo pronti a stipulare una convenzione per il San Vito. Per Calderini nessuna richiesta»

Il presidente Guarascio a tutto campo a “Il Quotidiano della Calabria”. «Siamo pronti a stipulare una convenzione per il San Vito. Per Calderini nessuna richiesta»

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Fonte: Il Quotidiano della Calabria

di ALFREDO NARDI

COSENZA – Nella serata di oggi, presso i locali del Coni in piazza Matteotti, ci sarà un altro incontro tra il presidente Guarascio e alcuni rappresentanti della tifoseria in vista del Centenario. Un appuntamento che dà seguito a quello dei giorni scorsi, che si propone di definire con precisioni le basi di intervento e al quale parteciperanno anche le istituzioni, chiamate a dare il proprio contributo visto che l’evento coinvolgerà tutti e sarà di tutti. E’ questo, d’altronde, il primo pensiero di Guarascio in questo momento cruciale della stagione.

«Finora siamo stati impegnati anima e corpo con la prima squadra – dice il massimo dirigente rossoblù -, adesso è arrivato il momento di organizzare qualcosa di concreto e fare un buon servizio a tutta la comunità sportiva sulla questione del Centenario. Da qui a neanche due mesi si celebrerà questa importante ricorrenza e il Cosenza e la città di Cosenza, così come la provincia, sono certo che si faranno trovare pronti».

Presidente, la questione Centenario si dovrà definire, ma quale bilancio trae da questi primi mesi di campionato?

«Se penso a come siamo partiti e a ciò che siamo stati capaci di fare, sono ovviamente soddisfatto. Ma io sono un tipo che non mi accontento mai. D’altro canto, quando abbiamo pensato e poi costruito questa squadra c’era un’idea ben precisa, con le persone giuste al posto giusto. Per cui, in un certo senso, non è stata proprio una sorpresa vedere la nostra squadra lassù. In ogni caso ancora non basta. Dobbiamo migliorarci in tante cose e non parlo solo della squadra».

Si riferisce alla società da lei retta?

«Certo, anche a quello. La società vuole fare bene, ma le implicazioni sono tante perché siamo in un contesto sociale di macerie e dobbiamo fare il meglio possibile. Essere tornati in Lega Pro è una grande cosa, ma dobbiamo dimostrare di saperci restare. E questo si fa definendo tutta una serie di situazioni».

Cominciamo da un primo punto: il rafforzamento della squadra.

«La rosa non è completa, ma è di primo piano. Su questo siamo tutti d’accordo. Il girone di andata è scivolato via più che bene. Mi dispiace per l’ultima partita, che non digeriamo affatto. Una grande squadra deve avere sempre autorevolezza, fino alla fine. Poi ci può stare perdere prendendo tre pali. Quello che dobbiamo tener presente, adesso, è che è necessario stare con i piedi per terra, perché viene la parte più difficile. Tutte le squadre si rafforzano e anche noi abbiamo la necessità di farlo in alcuni reparti. Su questo punto ho già dato indicazioni precise: il rafforzamento deve essere fatto puntando sui giovani di prospettiva. Appena si aprirà il mercato bisognerà andare in questa direzione, dobbiamo lavorare già in prospettiva della prossima stagione. La squadra sarà puntellata».

C’è, però, la variabile inattesa di Calderini, allettato dall’offerta del Castel Rigone. Se parte lui, bisognerà sostituirlo a dovere.

«Questa cosa non mi è piaciuta molto, devo essere sincero. Il mercato apre il 3 gennaio e finora si tratta solo di chiacchiere. Ufficialmente alla società non è arrivata alcuna richiesta, ma quando arriverà sono orientato a dire di no. Su Calderini abbiamo puntato a inizio anno anche in prospettiva e lo testimonia il contratto biennale che gli abbiamo fatto. L’ultima parola sarà la mia, vedremo. Siamo nei professionisti ed è necessario che tutti si comportino da professionisti».

Presidente, c’è un’espressione che ricorre spesso in queste ultime settimane: “mal di pancia”. Come stanno le cose?

«Non abbiamo problemi particolari con i calciatori. Ognuno sa che la società ha fatto e farà il suo dovere. Magari possono esserci dei ritardi in qualcosa, ma siamo tranquilli. Bisogna lasciar lavorare la società. E soprattutto bisogna evitare di pensare e ragionare come se fossimo ancora in Serie D. A cosa serve evidenziare che ci sono residui di debito con qualcuno? Guarascio è una persona seria, ma calma. Non si fa prendere dalla frenesia. E agisce in maniera oculata. Solo così il calcio si può fare avendo delle prospettive, altrimenti è meglio chiudere. Piuttosto pensiamo che l’anno prossimo, incrociando le dita, saremo in una sorta di B2. A tifosi cosentini dico di guardare avanti e di avere fiducia».

Altre questioni delicate sono quelle relative alle mancanza di strutture e al fatto che al San Vito continui a mancare la corrente.

«Qualche mal di pancia della squadra non nego che possa dipendere anche da queste situazioni. Ebbene, quando mi sono imbarcato in questa avventura, avrei dovuto avere delle strutture di riferimento all’altezza di una squadra di Lega Pro, visto che nel territorio comunale, e non solo, ce ne sono di pubbliche. Vedremo cosa succederà, ma la colpa di tutto non è solo della società. Sarà la burocrazia, sarà qualcos’altro, ma stiamo avendo questi problemi. Noi siamo disposti a gestire per la nostra parte il San Vito. Abbiamo fatto presente più volte fin dall’inizio, anche per iscritto, che siamo pronti a fare una convenzione, ma ancora non abbiamo avuto risposte. A volte si ha l’impressione che ci siano persone o fatti che ostacolino questo accordo. Meccanismi incomprensibili che non fanno concretizzare le cose. Ma attenzione, potrebbe essere solo un’impressione la mia. Anche perché mia hanno assicurato che al più presto tutto si risolverà. Noi abbiamo sempre fatto tutto attraverso i canali ufficiali nell’interesse del Cosenza Calcio, senza scorciatoie. Non siamo qui per fare i nostri interessi personali. Quello che sto facendo è per la città e lo stiamo facendo con grande spirito di responsabilità. Ma si fa fatica a far passare il messaggio. Spero che il 2014 possa essere l’anno della svolta in tutto, della rinascita culturale del calcio cosentino, oltre che del Centenario. E’ questo l’augurio che indirizzo ai tifosi del Cosenza, oltre alla salute e alla ripresa economica».

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