Cappellacci: “In trasferta giochiamo meglio perchè abbiamo più spazi e meno difficoltà nel gestire la palla”

Mister Cappellacci questa volta non vuole rischiare di dare vantaggi agli avversari e non dà la formazione ai giornalisti nella rituale conferenza stampa (“Anche se siete molto astuti…” ha ironizzato il tecnico).
Cappellacci è riuscito a recuperare Alessandro, Mosciaro e anche Napolano, che sono partiti tutti e tre per Aversa nonostante una settimana a dir poco travagliata per i rispettivi infortuni. Pepe e Giordano invece sono fuori causa e per il loro recupero se ne parlerà nei prossimi giorni.
“L’Aversa? E’ una buona squadra con valori importanti in tutti i reparti. Vorrà fare risultato in casa e a quanto ho potuto vedere gioca anche un buon calcio”.
La domanda sulla quale si è soffermato di più Cappellacci riguarda la differenza di rendimento della squadra tra le partite casalinghe e quelle in trasferta.
“In trasferta – ha sottolineato il mister – giochiamo dieci metri più indietro e non abbiamo l’assillo di dover fare la partita e finora questa circostanza ci ha avvantaggiato. In casa il nostro ritardo nella costruzione della squadra e nel raggiungere una buona intesa complessiva è decisamente più evidente mentre fuori casa si vede di meno, anche se noi dobbiamo sempre giocare con la massima attenzione. Diciamo che in trasferta abbiamo più spazi a disposizione, che per noi sono molto importanti e meno difficoltà perchè non dobbiamo gestire la palla. Tuttavia, io sono dell’avviso che la partita bisognerebbe farla sia in casa che fuori perchè i punti si devono prendere sia al San Vito che in trasferta…”.
L’ultima parte della conferenza stampa Cappellacci l’ha dedicata al nuovo status del Cosenza di capolista solitario e non ha perso l’occasione per fare qualche battuta alla sua maniera.
“Essere capolista dopo poche partite è veramente un disastro… Sì, è un disastro perchè noi non possiamo essere considerati la squadra più forte del girone. Del resto, le partite le guardano un po’ tutti e tutti si saranno chiesti: ma come hanno fatto a fare tutti questi punti? Diciamo che, sulla base delle partite giocate finora, non abbiamo molti occhi addosso… Se poi gli altri le partite non le guardano, è un altro discorso…”.
E Cappellacci se ne va col sorriso sulle labbra, come sempre. Perchè il calcio sarà anche stressante e logorante ma se lo vivi con il giusto distacco è sempre lo sport più bello del mondo.