Il Cosenza vince al 90′ con un gol di Alessandro ed è capolista solitario. Grande festa al San Vito

Il Cosenza sotto la Curva (Foto De Cicco)
COSENZA-MELFI 1-0
COSENZA: Frattali, Bigoni, Mannini, Meduri, Pepe (39’ pt Blondett), Guidi, Napolano (36’ st Criaco), Castagnetti, Mosciaro (33’ pt De Angelis), Calderini, Alessandro. In panchina: Orlandi, Adamo, Carrieri, Reda. Allenatore: Cappellacci
MELFI: Giordano (1’ st Perina), Montenegro, Pinna, Dermaku, Cardinale, Cuomo, Rinaldi, Muratore, Ricciardo (27’ st Cruz), Neglia, Tortori. In panchina: Esposito, Marotta, Cardore, Muro, Russo. Allenatore: Bitetto
ARBITRO: Panarese di Lecce
MARCATORE. 45’ st Alessandro
NOTE: giornata caldissima. Spettatori circa 3000. Espulso Cardinale. Ammoniti: Neglia, Rinaldi, Pinna, Cuomo, Ricciardo, Calderini, Mannini, Alessandro. Calci d’angolo: 3-3. Recuperi: 3’ pt – 4’ st
Quando si vince una partita al novantesimo, la soddisfazione è sempre doppia. Ma quando si vince al novantesimo e si resta da soli al comando della classifica, la soddisfazione può essere ancora maggiore.
Il Cosenza supera sul filo di lana un Melfi ostico e coriaceo, che per tutto il primo tempo è riuscito a imbrigliare le fonti di gioco rossoblu.
I Lupi si sono “svegliati” a partire dal quarto d’ora della ripresa.
Da quel momento in poi la squadra di Cappellacci è arrivata almeno sette volte nel cuore della difesa avversaria sfiorando la segnatura ed ha anche sbagliato un calcio di rigore. Numeri che legittimano una vittoria comunque cristallina, determinata all’ultimo assalto da un calcio di punizione “velenoso” di Alessandro che si è insaccato sul secondo palo dopo una serie di carambole.
Il San Vito ha festeggiato come meglio non poteva e negli spogliatoi Cappellacci ha reso merito al popolo rossoblu attribuendogli una parte non secondaria di questa sofferta vittoria.
Analizzando la partita, di conseguenza, il Cosenza va valutato soprattutto per l’ultima mezzora di gara, quando ha buttato il cuore oltre l’ostacolo e ha sfoderato una condizione fisica invidiabile, certamente superiore a quella dell’avversario.
La classifica dice che nessuno ha saputo fare meglio del Cosenza in queste sette giornate e non si può fare a meno di sottolineare che Cappellacci sta allenando una squadra completamente nuova.
Siamo davanti, insomma, a un vero “miracolo sportivo” che dovrebbe indurre la tifoseria ad essere ancora più entusiasta di quanto sia stata finora.
LA CRONACA
La gara si apre con il doveroso ricordo della Curva Sud alle vittime di Lampedusa.
E’ il Melfi che ha un migliore approccio alla partita e al 4’ Ricciardo colpisce di testa su cross dalla destra impegnando Frattali in una parata in due tempi.
Al 10’ poi è molto bravo Mannini a recuperare in extremis sul centravanti avversario che stava per concludere pericolosamente a rete. Il Cosenza fatica a costruire gioco e per vedere la prima azione pericolosa bisogna attendere il 17’ quando Bigoni serve bene in area Alessandro, che viene fermato dai difensori avversari.
Poco prima della mezzora, nel giro di due minuti, vengono ammoniti i lucani Neglia e Rinaldi per gioco falloso ai danni di Calderini e di Napolano. Poi si infortuna Mosciaro (distorsione alla caviglia) e al 33’ entra in campo De Angelis.
Al 37’ pericoloso contropiede del Melfi e Frattali è bravissimo a deviare in angolo un tiro angolato di Neglia.
Al 39’ esce per infortunio (sospetto stiramento) anche Pepe: gli subentra Blondett.
Al 40’ Napolano innesca bene De Angelis, che viene fermato fallosamente prima di entrare in area.
Il tempo si chiude con l’ammonizione per simulazione di fallo a Calderini. Il cartellino giallo gli costerà una giornata di squalifica (il fantasista era in diffida).
Nella ripresa, per un quarto d’ora non accade praticamente nulla. Poi il Cosenza si sveglia.
E’ proprio il 15’ quando una punizione di Castagnetti libera De Angelis: tocco indietro del centravanti e tiro di Alessandro rimpallato alla disperata.
Al 17’ Napolano serve De Angelis, che si libera e crossa ma il portiere del Melfi anticipa Alessandro.
Il Melfi si fa vivo al 23’ con un cross dalla destra che viene incornato da Ricciardo sull’esterno della rete.
Appena un minuto dopo una conclusione di Tortori viene deviata in angolo da Frattali.
Al 26’ De Angelis si inventa una grandissima accelerazione in area di rigore e costringe al fallo Pinna. L’arbitro Panarese decreta la massima punizione. De Angelis prende la rincorsa, finta ma tira centrale e il portiere del Melfi para.
Qualche minuto per riprendersi dal contraccolpo psicologico e il Cosenza torna ad attaccare. E’ la mezzora quando Castagnetti crossa al centro per Alessandro: la sua conclusione viene respinta dalla difesa lucana.
Al 35’ Calderini sta per tirare in porta e viene atterrato: per l’arbitro non è calcio di rigore.
Al 37’ Mannini lancia Calderini sulla fascia sinistra, il fantasista riesce a mettere una gran palla al centro per Criaco (appena entrato al posto di Napolano) ma all’ex Aprilia non riesce la deviazione in acrobazia.
Al 40’ ancora un guizzo di De Angelis per Castagnetti ma la conclusione viene rimpallata.
L’offensiva del Cosenza diventa arrembante e la Curva Sud spinge la squadra a crederci fino alla fine.
Al 43’ ancora De Angelis serve in corridoio Calderini, che riesce a tirare con forza: sembra fatta ma il portiere Perina devia in angolo.
Al 45’ Alessandro batte una punizione sulla fascia sinistra che sembra quasi un corner corto dopo un fallo su Criaco. L’esterno argentino disegna una traiettoria angolata, sulla palla si avventano in tanti ma nessuno riesce a toccare e la corsa della sfera termina in rete. Il San Vito diventa una bolgia e la Curva Sud festeggia al grido di “La vinciamo noi” per una giornata da ricordare.
Il Cosenza da stasera è da solo in vetta alla classifica.