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Ritorna la “Febbre a 90°” per il Cosenza Calcio

Ritorna la “Febbre a 90°” per il Cosenza Calcio

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Chi tifa per una squadra di calcio sa che la sua è una “malattia” da cui non si può guarire, peggio che cercare di smettere di fumare.

E gli altri? Si devono adattare. Mai fissare matrimoni, battesimi e feste nei giorni in cui la tua squadra scende in campo.

Da qualche settimana i tifosi del Cosenza hanno felicemente ripreso ad essere “malati” e ieri a Caserta erano in tanti, in più di trecento, a trepidare per le sorti del vecchio Lupo.

Una “malattia” che porta quasi inevitabilmente alla mente “Febbre a 90°”.

Febbre a 90° è il titolo di un libro di Nick Hornby (dal quale poi è stato tratto un bel film interpretato da Colin Firth), un avvincente racconto di come la passione per il football e l’amore per la squadra del cuore possano essere così intensi da cambiare in maniera radicale la vita di un uomo.

Con tono ironico e affettuoso Hornby, tifoso dell’Arsenal fin da bambino, riporta in prima persona rituali, sogni, delusioni e rari momenti di estasi di un «ossessionato» del pallone.

In questo diario calcistico sui generis gli incontri dei Gunners scandiscono infatti anche gli eventi più importanti della vita dell’autore; e così la cronaca diventa romanzo, una vera e propria «educazione sentimentale» del tifoso in cui, fra un gol e l’altro, si affrontano tutti i nodi fondamentali e le difficoltà del diventare grandi, perché «la vita non è, e non è mai stata, una vittoria in casa per 2-0 contro i primi in classifica con la pancia piena di patatine fritte…».

“Febbre a 90° – scrive l’autore – riguarda la condizione del tifoso. Ho letto libri scritti da persone che evidentemente amano il calcio, ma questo è tutto un’altra cosa; e ho letto libri scritti, in mancanza di una parola migliore, da hooligan; ma almeno il 95 per cento dei milioni di spettatori che ogni anno guardano le partite non hanno mai dato un pugno in vita loro. Questo libro quindi è per noialtri, e per chiunque si sia chiesto cosa significhi essere fatti così. Nonostante i particolari qui riportati riguardino solo me, spero stuzzicheranno quanti si siano mai scoperti andare alla deriva, nel bel mezzo di una giornata di lavoro o di un film o di una conversazione, verso un sinistro al volo nel sette di destra, sferrato dieci o quindici o venticinque anni fa”.

Alzi la mano chi non si ritrova in queste parole.

Con la differenza che il nostro Arsenal è, naturalmente, il Cosenza Calcio.

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