I due anni di vita della Nuova Cosenza Calcio e gli investimenti del presidente Guarascio

La Nuova Cosenza Calcio Srl ha festeggiato da qualche giorno il suo secondo anno di vita ma attende ovviamente il Consiglio Federale del 5 agosto per poter stappare degnamente lo spumante e lasciarsi andare all’euforia e all’entusiasmo del tanto agognato ritorno nel calcio professionistico.
La Nuova Cosenza Calcio Srl è nata ufficialmente il 28 luglio 2011 pochi minuti prima delle 14 nello studio del notaio De Santis. Presidente della neonata società è Eugenio Guarascio, titolare dell’azienda Ecologia Oggi. Il primo Consiglio d’amministrazione è stato formato, oltre che dal presidente, anche da Domenico Quaglio ed Ettore Caroselli. Erano presenti anche gli altri soci: Carmine Federico, Francesco Ventura, Vincenzo Perri, Mario Silletta, Massimo Palermo e Patrizio Marchese.
Il grande regista di questa operazione è stato il sindaco Mario Occhiuto, che dopo una laboriosa e caparbia opera di convincimento, il 25 luglio, pochi minuti dopo le 22, al termine dell’ennesima riunione convocata a Palazzo dei Bruzi insieme all’assessore allo Sport Carmine Vizza e al capo di gabinetto Carmine Potestio, è riuscito a trovare la quadratura del cerchio. Erano circa le 19 quando i nove imprenditori si sono seduti al tavolo con i rappresentanti del Comune.
I primi boatos si sono avuti mezzora dopo e questa volta arrivavano direttamente dai protagonisti. Terminata la consegna del silenzio, l’assessore Vizza ha potuto finalmente rivelare l’identità dell’imprenditore di riferimento, di colui che si sarebbe accollato l’investimento maggiore per far nascere la nuova società.
E’ Eugenio Guarascio, 60 anni il prossimo anno esattamente il giorno in cui il Cosenza festeggerà i suoi cento anni (24 febbraio 2014, quando si dice il destino…), nativo di Parenti ma che opera ormai da decenni a Lamezia Terme, titolare di Ecologia Oggi, l’azienda che raccoglie e smaltisce i rifiuti a Cosenza dall’autunno del 2009. E che dal 2011 gestisce anche la raccolta differenziata.
Eugenio Guarascio ha cercato di portare il rispetto delle regole, il senso di responsabilità e l’etica dimostrato nella sua carriera di imprenditore anche nella gestione dell’azienda Cosenza Calcio e non è stato facile far passare questa linea.
Superato il primo ostacolo del versamento dei 300 mila euro necessari per l’ammissione alla Serie D, già nei primi mesi di campionato il rapporto con il direttore sportivo Stefano Fiore e con la quasi totalità dei soci si è incrinato. Di conseguenza, Guarascio è stato costretto a sostenere praticamente da solo l’onere della gestione della società. Soltanto l’amministratore delegato Domenico Quaglio è rimasto al suo fianco.
I momenti più delicati sono stati la gestione del settore giovanile, il rafforzamento della squadra a dicembre 2011, l’esonero dell’allenatore Patania e l’ingaggio di Napoli a gennaio 2012 e l’ammutinamento della squadra a febbraio sulle questioni degli stipendi e dei contratti.
Un vero e proprio braccio di ferro quasi senza tregua, che ci è costato purtroppo la promozione a beneficio dell’Hinterreggio, lasciandoci l’amara consolazione del secondo posto. Inutile anche la vittoria dei play off nazionali di Serie D, conquistata nel mese di giugno con una memorabile e rocambolesca impresa ad Arezzo contro il Sandonà di Jesolo (3-2 in rimonta all’ultimo secondo). Tutti pensavano che potesse bastare al ripescaggio in Lega Pro e invece non è andata così. Morale della favola: 1 milione 100 mila euro di investimenti (700 mila dei quali a carico di Guarascio) svaniti in fumo.
Il resto è storia recente: Guarascio era convinto che Fiore facesse entrare in società alcuni imprenditori di suo riferimento per spartire le spese di gestione della seconda stagione in Serie D. Ma i mesi passavano e questo ingresso non si concretizzava. E così è finita di nuovo in scontro frontale, con tanto di dimissioni al vetriolo del direttore sportivo e la promozione sfuggita ancora una volta. In Lega Pro ci è andato il Messina e a noi è rimasto ancora in mano soltanto il secondo posto. Ma in questa circostanza, per fortuna, il ripescaggio si sta concretizzando.
800 mila euro il budget finale sostenuto interamente da Guarascio, che così, in due anni di presidenza, ha scucito la bellezza di un milione e mezzo di euro, ai quali vanno aggiunti gli 836 mila euro sostenuti per ottenere il ritorno tra i professionisti.
La tifoseria, ormai da qualche tempo, ha iniziato a capire determinate dinamiche e oggi ha rivalutato in pieno la figura di Guarascio, che finalmente può raccogliere i frutti di un percorso onesto e virtuoso.