Il “calcio totale” di mister Cappellacci

Il Teramo di Cappellacci, che in due anni ha vinto il campionato di Serie D ed è arrivato alle finali play off per la Prima Divisione, è stato una squadra che ha giocato un ottimo calcio propositivo, basato sul possesso palla, su continui inserimenti dei centrocampisti e ricco di tagli degli esterni offensivi.
Leggendo i tabellini sui giornali, si apprendeva che il sistema tattico del Teramo è stato il“4-3-3″, ma osservando la disposizione dei calciatori in campo, soprattutto in fase di non possesso, ci si rendeva conto in fretta che essi coprivano il terreno di gioco con un robusto “4-1-4-1″, con il mediano centrale che si abbassava a protezione dei centrali difensivi, ed i due esterni offensivi che si posizionavano costantemente dietro la linea del pallone quando la gestione del gioco passava agli avversari.
In sostanza, quello di Cappellacci è un calcio totale, dove si attacca e si difende in blocco. Un “4-1-4-1″ che cerca compattezza in fase difensiva, in attesa di riconquistar palla e distendersi di rimessa, sfruttando gioco senza palla, tagli ed inserimenti improvvisi.
Non solo: il Teramo dei tanti giovani ed esordienti ha espresso a detta degli esperti il miglior calcio del girone insieme col Pontedera, promosso nella ex C1.