
In principio si chiamava “Città di Cosenza”, fu inaugurato nel 1931 e tenne a battesimo le prime partite “vere” del nostro Cosenza. Poi, nel corso della seconda guerra mondiale (e anche oltre, purtroppo), funzionò esclusivamente come baraccopoli per gli sfollati.
Ritornò agli antichi splendori assumendo la denominazione di “Emilio Morrone” come doveroso tributo a quel portiere cosentino di soli 23 anni che perse la vita mentre giocava con la sua squadra, la Ss Sicilia, a Scalea. Il Cosenza giocò in quello stadio fino al 1964, poi la scena fu tutta della Morrone e delle squadre del settore giovanile. Ma nel 1981 qualche politico certamente non tifoso del Cosenza decise che bisognava abbatterlo per farlo diventare… un parco.
Oggi almeno quel parco nella centralissima via Roma si chiama “Emilio Morrone” e in vista del Centenario i festoni rossoblu sono arrivati anche qui. Perchè una città senza memoria è una città senza futuro.