Alessandro sbaglia sotto porta (Foto Francesco Grazioli)
MESSINA-COSENZA 0-0
MESSINA: Lagomarsini, Silvestri, Quintoni, Bucolo, Cucinotta (33’ st Caldore), Ignoffo, Guerriera, Ferreira, Chiaria, Guadalupi (39’ st Simonetti), Lasagna (20’ st Corona). In panchina: Iuliano, Bolzan, Gherardi, Buongiorno. Allenatore: Catalano
COSENZA: Frattali, Palazzi, Mannini, Meduri, Blondett, Guidi, Bigoni, Giordano, Mosciaro (43’ st Napolano), De Angelis, Alessandro (30’ st Calderini). In panchina: Orlandi, Adamo, Carrieri, Pepe, Criaco. Allenatore: Cappellacci
ARBITRO: Proietti di Terni
NOTE: giornata di sole e anche abbastanza calda. Spettatori duemila circa. Ammoniti: Ferreira, Lasagna, Bucolo, Ignoffo, Guidi. Calci d’angolo: 9-5. Recuperi: 1’ pt- 4’ st
Il Cosenza si prende un punto che vale tanto oro quanto pesa al San Filippo di Messina e conferma il primato solitario allungando a sei la striscia di risultati positivi (4 vittorie e 2 pareggi).
Ce ne sarebbe abbastanza per essere soddisfatti ma chi ha visto la partita e chi l’ha ascoltata in radio non può fare a meno di recriminare per le almeno quattro occasioni limpidissime che il Cosenza ha avuto per vincere la partita e che purtroppo ha sprecato.
Nel primo tempo due volte Mosciaro e una volta Alessandro e nella ripresa De Angelis in una circostanza hanno avuto sul piede le ghiottissime opportunità per sbancare Messina ma le hanno sbagliate più o meno clamorosamente. E’ la prima volta che i Lupi chiudono una partita senza andare in gol ma non certo perché non sono arrivati con frequenza nell’area di rigore avversaria.
Il Messina, dal canto suo, ha risposto con poche e velleitarie iniziative offensive confermando in pieno tutte le sue difficoltà in questo avvio di campionato.
Il Cosenza guarda comunque il bicchiere mezzo pieno, archivia senza danni un’altra giornata e si proietta alla prossima trasferta di Poggibonsi con immutata fiducia.
LA CRONACA
Cappellacci conferma la formazione che ha pareggiato con il Foggia nella notturna del 25 ottobre ma deve rinunciare a Castagnetti, che in extremis è costretto a dare forfait per il riacutizzarsi del problema agli adduttori mentre Catalano alla fine decide di lasciare in panchina Corona schierando Lasagna al fianco di Chiaria.
4-3-3 per i rossoblu e 3-5-2 per i giallorossi.
Appena il tempo di battere la palla al centro e il Cosenza potrebbe già trovarsi in vantaggio. De Angelis è bravissimo nell’attirare su di se i due difensori centrali avversari e si inventa uno splendido corridoio per Mosciaro, che si trova solo davanti a Lagomarsini.
Il Capitano decide di battere con potenza e il pallone si perde alto.
La replica del Messina è affidata ad un tiro dalla distanza di Bucolo che si perde sul fondo.
I Lupi si affacciano nuovamente nella metà campo avversaria al 4’ e la percussione di Bigoni crea ancora problemi ai difensori giallorossi. Il tiro dell’ex Chieti viene respinto da Lagomarsini: non riesce il tap in a Giordano e Mosciaro.
Un minuto dopo, poi, Lagomarsini cicca clamorosamente un rinvio al limite dell’area e De Angelis è molto sfortunato perché scivola proprio quando stava per impossessarsi del pallone.
I padroni di casa si scuotono al 7’ quando un bel passaggio in verticale di Guadalupi libera al tiro Ferreira, la cui conclusione esce a lato di poco.
All’11’ protestano i messinesi per un intervento in area di rigore di Blondett su Chiaria ma il signor Proietti di Terni lascia continuare.
Al minuto numero 13 la seconda, clamorosa occasione da gol per il Cosenza. Frattali calcia un rinvio al bacio per De Angelis cogliendo di sorpresa centrocampo e difesa avversaria. Il “falco” si invola benissimo e serve in profondità Mosciaro, che si trova ancora una volta solo davanti a Lagomarsini. Il portiere del Messina è bravo e fortunato a respingere il tiro, non proprio potente, del Bomber.
I rossoblu sono padroni assoluti del campo. Al quarto d’ora punizione di Mannini per De Angelis, che mette ancora un’altra splendida palla in mezzo: si salva la difesa del Messina.
I giallorossi si rivedono in avanti solo sugli sviluppi di un calcio d’angolo al 19’: il colpo di testa di Ignoffo termina fuori.
Subito dopo il Cosenza riprende a comandare le operazioni a centrocampo. Una punizione di Mosciaro viene deviata in angolo e un tiro di Bigoni termina sul fondo.
Dopo 25 minuti giocati ad altissima intensità, la partita ha una inevitabile fase di stanca ma entrambe le squadre si preparano ad un gran finale di primo tempo.
Alla mezzora Chiaria sfiora il palo con un bel colpo di testa e al 40’ è Ferreira a creare qualche apprensione alla nostra difesa ma al 44’ un’altra bella azione corale dei Lupi, partita da Palazzi e continuata da De Angelis, libera al tiro Alessandro praticamente nell’area piccola. Sembra fatta ma la conclusione dell’argentino si perde alta.
Nella ripresa le emozioni si riducono sensibilmente, anche se le due squadre si danno sempre battaglia.
All’11’ un tiro di Mannini attraversa tutta l’area di rigore prima di perdersi sul fondo. Al 13’ calcio di punizione di Giordano colpito di testa da Guidi: il pallone si perde sul fondo per questione di centimetri.
Al quarto d’ora Ignoffo è costretto a chiudere in extremis Alessandro, che si era incuneato molto bene in area di rigore avversaria. Sul capovolgimento di fronte è bravo Blondett a fermare Chiaria in calcio d’angolo.
Al 20’ Catalano si gioca la carta Corona. Al 24’ Frattali compie l’intervento più difficile di una partita quantomai tranquilla per lui. Il portierone rossoblu neutralizza una conclusione velenosa di Chiaria, che era stato favorito da un rimpallo.
Alla mezzora Calderini rileva uno stanco Alessandro.
Al 37’ il Cosenza spreca la quarta clamorosa palla-gol. Calderini, Mosciaro e De Angelis partono in contropiede per un “tre contro tre” che potrebbe finalmente sbloccare la partita. Mosciaro serve bene De Angelis e il tiro dell’attaccante campano esce a lato di un amen.
Calderini conclude verso la porta avversaria al 39’ ma ancora una volta senza fortuna mentre l’ultimo brivido della gara lo provoca un colpo di testa di Chiaria imbeccato da Corona.
Finisce 0-0 ma il Cosenza avrebbe chiaramente meritato di più.