
Un mese e mezzo di campionato, tante sorprese e numerose novità all’orizzonte. TuttoLegaPro.com ha fatto il punto della situazione con un’intervista esclusiva al Direttore Generale della Lega Pro, Francesco Ghirelli.
Guardando le statistiche si nota un aumento nel numero degli spettatori in tutti i gironi. Secondo i dati forniti da StadiaPostCards abbiamo calcolato che la media delle presenze negli stadi è migliorata di un quinto (+19%) con una forbice massima nel Girone B di 2^ Divisione (+36%). Merito del blasone di chi è arrivato dalla Serie D o di una formula di campionato strana ma avvincente?
“Credo sia un insieme di elementi. Di sicuro pesa il fatto che club di grande lignaggio e spessore sono entrati a far parte dei nostri campionati. Giovano anche le modalità dei campionati, perché consentono di avere un ampio spettro di confronto. Sfatiamo, già dalle prime giornate, il mito che si era creato di una 1^ Divisione poco seguita perché senza retrocessioni. E’ totalmente l’opposto. C’è una grande competitività e i campionati sono molto più aperti visto che ben otto squadre per girone disputeranno i play out. In punta di piedi mi permetto anche di dare qualche merito alla Lega Pro che in questi anni ha sviluppato la capacità di avere campionati pieni di valori sia sportivi che etici”.
La sua battaglia per i derby campani a porte aperte sembra funzionare. In Benevento-Nocerina, nonostante il caso Evacuo, le due tifoserie, molto rivali, non hanno creato problemi…
“Dal punto di vista della partita non le nascondo che è stata un passaggio cruciale, perché l’anno scorso, in diretta televisiva, ci furono seri incidenti. E’ stata una cartina di tornasole per capire la situazione odierna. Quindi l’esame è andato bene, almeno per questa partita. Ci auguriamo di compiere notevoli passi in avanti anche nei prossimi derby. Il calcio va oltre le barriere, bisogna avere coraggio e andare molto più avanti”.
Sempre riguardo il pubblico, quale strategie intendete adottare per far lievitare le presenze?
“Quando ragioniamo intorno al discorso di riportare la gente negli stadi, dobbiamo pensare a una serie di azioni concrete, senza parlare tanto. A partire dalle idee più semplici, come l’orario. Noi rappresentiamo l’Italia che dalla Sicilia al Trentino è completamente diversa per clima e tradizioni. Ogni città ha le sue prerogative, dobbiamo fare in modo di scegliere gli orari giusti per attirare il maggior numero di appassionati negli stadi. Dobbiamo aprire le strutture, abbattere le barriere come già è accaduto a Castel Rigone e come sta avvenendo a L’Aquila e Cremona. Inoltre i tifosi devono entrare nelle società per due motivi. Il primo è che in questo modo si rompe il muro di omertà presente all’interno di alcune dirigenze, migliorando il processo comunicativo tra vertice e base. Il secondo perché l’azionariato popolare può portare risorse”.
Squadre inaspettate in testa alla classifica. Soddisfazione maggiore?
“Progettare il futuro della squadra, anche a partire dall’Interregionale, con un ambiente tranquillo e un allenatore capace oggi fa la differenza. In passato erano i denari a farla da padrona, bastava comprare grandi giocatori per cambiare le carte in tavola. Ora invece si punta su capacità, organizzazione e dirigenti validi. Credo che alcune squadre usciranno alla distanza ma già da adesso inizia a delinearsi l’andamento del campionato. Campionati molto vivaci, dobbiamo attenderci bellissime sorprese”.
Capitolo età media. Come sta andando?
“C’è un exploit per i giovani. C’è un altro mito da sfatare, quello dei giocatori che non vengono acquistati nelle serie superiori. E’ una bufala: nell’ultimo mercato oltre 115 giocatori son passati di categoria, numeri superiori a quelli degli anni passati. Significa che dal punto di vista tecnico siamo migliorati. Alla base c’è anche un lavoro legato alle nazionali giovanili, non solo nell’under 20 ma anche nelle Berretti. D’altra parte questo è il nostro lavoro, questo dobbiamo fare. Noi siamo questi”.