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Cappellacci: “Sono stufo di sentire attenuanti: ora dobbiamo giocare”

“Sono stufo di sentire attenuanti: a livello fisico la squadra sta bene e non possiamo cercare più alibi: dobbiamo giocare e darci una svegliata. Non riusciamo a fare gioco perché commettiamo troppi errori gratuiti e abbiamo un atteggiamento di sufficienza”.

Mister Cappellacci torna a parlare a meno di 48 ore dalla sconfitta di Lamezia e ribadisce i concetti già espressi a caldo. Con un’aggiunta determinante: da oggi in poi non esistono più scusanti.

“Potevamo e dovevamo fare di più e meglio in queste ultime due partite: ora bisogna crescere in fretta perchè c’è bisogno di punti e le attenuanti non devono diventare alibi” – ha aggiunto davanti a microfoni, registratori e taccuini.

Il tecnico abruzzese ha provato anche a guardare il bicchiere mezzo pieno ma alla fine, tornando sulla partita di Lamezia, non ha potuto fare altro che rimettere il dito nella piaga e commentare, tra l’altro “che non abbiamo fatto un tiro in porta”.

Stimolato dai cronisti a parlare dei singoli reparti, Cappellacci non ha buttato la croce addosso a nessuno ma ha sottolineato il concetto di “collettivo”, nel quale sono inseriti tutti gli episodi della partita.

“Non cambio nè modulo e nè giocatori perchè quando si interrompe un processo di crescita non va mai bene. Non metto in dubbio niente rispetto a quello che ho fatto finora: sono convinto di quello che faccio e quindi del valore e delle possibilità di crescita della squadra. Tuttavia, non ho il prosciutto davanti agli occhi e vedo quali sono i giocatori che mi seguono e applicano quello che ci diciamo in settimana e quelli che sono in difficoltà. E’ per questo che mi attendo una risposta importante: da questo momento non ci sono più alibi”.

Quanto a possibili nuovi arrivi, l’allenatore del Cosenza non solo non ha lasciato intendere che ci possano essere ma ha commentato con una battuta: “Se mi serve un centrocampista o un esterno? No, mi serve un campo d’allenamento…”.

 

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