Una bella festa per tutto il popolo rossoblu. Centinaia di tifosi hanno affollato la galleria e la platea del cinema Tieri/Italia alla presentazione del Cosenza Calcio 2013-14 per tributare il doveroso omaggio ad una società che ci ha regalato il ritorno tra i professionisti nell’anno del Centenario e ad una squadra che ha appena intrapreso un cammino difficile ma che potrebbe riportare l’entusiasmo in una città che vuole tornare a recitare un ruolo importante nel calcio che conta.
Adagiati sulla galleria del cinema, gli striscioni e le “pezze” che,come in un bellissimo de ja vu, ci hanno riportato ai tempi delle presentazioni in grande stile del 2007, del 2008 e del 2009. Su tutti quel “1914” che tutta la tifoseria sente come simbolo di identificazione e poi “Free Dogs”, “Amantea”, “Rebel Fans” e “Luzzi Klan”. Dietro gli striscioni, tanti tifosi appassionati che hanno sottolineato con cori, applausi e anche con qualche “richiesta” le fasi della presentazione, coordinate da Eliseno Sposato di Rlb.
I veri protagonisti di questa bella serata sono stati proprio loro, i tifosi, così com’è sempre stato nel giorno della presentazione della squadra.
Il presidente Eugenio Guarascio, applaudito a scena aperta nel momento in cui è salito sul palco, ha subito ringraziato le istituzioni e ha sottolineato come sia la provincia il vero “zoccolo duro” del Cosenza Calcio. Una provincia alla quale lo legano le sue radici di Parenti. “I tifosi sono i nostri veri azionisti di riferimento” ha detto subito dopo introducendo il tema fondamentale di questa stagione. Il presidente si attende una risposta importante dalla tifoseria e non a caso ha auspicato il pubblico delle grandi occasioni per la partita di domenica sera al San Vito contro il Tuttocuoio.
“Anche perché – ha aggiunto – se faremo bene quest’anno,l’anno prossimo potremo finalmente parlare di traguardi notevolmente più importanti”. Guarascio era entusiasta della cornice di folla e ha alzato il tono della voce quando ha detto che “la vera rivoluzione è avvenuta il 5 agosto, quando siamo stati certi del ritorno tra i professionisti”. E poi la ricostruzione di questi venti giorni di passione per allestire la squadra insieme ai suoi collaboratori, a Domenico Quaglio, Ciccio Marino e a mister Cappellacci.
Il presidente ha elogiato tutti coloro che hanno deciso di scegliere Cosenza e ha strappato applausi a scena aperta quando ha ammesso che “qui a Cosenza scatta un qualcosa di particolare, che è impossibile da spiegare”.
Prima di lui l’amministratore delegato Domenico Quaglio si era definito “umile servitore della causa rossoblu” auspicando di “sbagliare il meno possibile” mentre il sindaco Mario Occhiuto, al quale è toccato il compito di rompere il ghiaccio, ha ringraziato la tifoseria e ha rivelato di aver chiesto a Guarascio di regalare alla città la serie A.
Ha preso la parola, con un accorato intervento diretto al cuore della tifoseria, soprattutto di quella proveniente dalla provincia, l’assessore provinciale allo Sport Pietro Lecce.
Mister Cappellacci non gradisce che si parli di “primo posto”. “Non sarà facile – ha detto -. Dobbiamo essere umili come sono state le squadre che hanno reso grande questa piazza”. E’ sembrato più tranquillo rispetto al recente passato sulla prospettiva del completamento della squadra e ha chiesto “il giusto tempo” per organizzare la sua nuova “creatura”.
Poi la “sfilata” dei calciatori e la sorpresa finale, il nuovo marchio. Richiama il vecchio lupo della gloriosa As Cosenza e riporta la scritta fatidica “1914”. Non è quello che ancora custodisce Pino Citrigno ma rappresenta ugualmente la storia del Cosenza e la gente lo adotterà con il giusto entusiasmo.
Il direttore generale Ciccio Marino non c’era ma era giustificatissimo. E’ a Milano per portare a termine la trattativa per un centrocampista fondamentale per il disegno del nuovo Cosenza.