
L’età media delle squadre della Seconda Divisione dovrà essere under 24. E’ questa l’indiscrezione che viene fuori dalla riunione tra le società e la LegaPro che si è appena conclusa a Firenze. Nel campionato di quarta serie, insomma, le squadre dovrebbero schierare una formazione con età media inferiore ai 24 anni conteggiando gli undici in campo dall’inizio, più i subentranti sino a un quarto d’ora dalla fine.
La strategia della Lega Pro mira alla valorizzazione dei giovani che potrebbero essere tesserati senza distinzione tra i vari tipi di contratto e cioè in prestito, comproprietà o valorizzazioni. L’ultima parola adesso spetterà al Consiglio Federale del 19 luglio che dovrà ratificare la decisione della Lega Pro.
Una decisione del genere condizionerebbe pesantemente tutto il mercato della Lega Pro e, di conseguenza, anche quello della Serie D. I calciatori che hanno superato i 24 anni e che, al momento, “sparano” cifre alte per accettare la Serie D saranno costretti a rivedere le loro pretese proprio perché in Lega Pro avranno molte possibilità in meno di essere tesserati.
Le indiscrezioni su Guadalupi al Messina, per esempio, non possono che essere “pilotate”, perché è chiaro come il sole che, con l’età media della Lega Pro a 24 anni, il fantasista (che ne ha 26) può sì essere tesserato ma solo dopo un’attenta valutazione delle priorità dell’organico. In ogni caso, non sono certo decisioni che vengono prese il 18 giugno, specie dopo che il diesse Ferrigno ha detto con chiarezza che si muoverà sul mercato solo dopo aver capito come funzioneranno le regole degli under.
La riunione di oggi ha preso in esame vari temi: nella prima parte, alla presenza dei vertici della Covisoc, con il presidente Cesare Bisoni, è stato illustrato il budget finanziario, documento divenuto obbligatorio per le iscrizioni per la nuova stagione. Il budget finanziario è lo strumento attraverso il quale si può verificare lo stato di salute finanziario di un club lungo tutto l’arco della stagione.
Nel pomeriggio, invece, si è analizzato il sistema di regolamento di distribuzione delle risorse per l’impiego dei giovani, derivanti dalla legge Melandri.
“E’ stato un incontro proficuo con le società – ha detto Mario Macalli, Presidente della Lega Pro – sui temi all’ordine del giorno, tra i quali anche quello sulle strategie di valorizzazione dei giovani calciatori. Sulle regole di distribuzione delle risorse, dal confronto con le società, sono emerse sia la possibilità di utilizzare il criterio della media età dei giocatori, sia quella di tenere in considerazione anche criteri quali il bacino di utenza e la classifica in modo più pregnante. Gli elementi e i metodi saranno applicati diversamente tra la Prima e la Seconda Divisione”.