
Tutta Cosenza sportiva piange in questi giorni la scomparsa di un grande tifoso, Giovanni Bruno. I funerali si sono svolti in quel di Domanico, il suo paese, alla presenza degli amici e dei tifosi rossoblu più cari.
Anche il Cosenza Calcio si unisce al cordoglio per Giovanni e ne ricorda i tratti essenziali della sua passione rossoblu.
Giovanni Bruno era uno dei tifosi più “antichi” (come gli piaceva definirsi) e carismatici della storia del Cosenza. Il suo ultraquarantennale sodalizio con Gigino Lupo è passato di diritto nella leggenda del tifo rossoblù. Dal 1967, quando è tornato dall’America, il buon Gianni è stato il suo braccio destro, contribuendo a creare, praticamente dal nulla, i club che hanno contraddistinto decenni di passione. Dal “Lupi della Sila” ai “Fedelissimi” al “Francesco Guido”. Dalle croniche difficoltà degli anni Settanta, quelli delle collette e dei viaggi disperati per consentire il pagamento degli stipendi allo splendore della fine degli anni Ottanta quando finalmente i colori rossoblù sono tornati nell’olimpo del calcio.
La sua casa di Domanico è stata un crocevia di tecnici, calciatori, addetti ai lavori, ultrà e semplici tifosi. E Gianni ha sempre stupito tutti per la sua squisita ospitalità e per il suo eccezionale attaccamento alla causa. Al piano inferiore, dove c’era il club “Lupi della Sila”, Gianni conservava una quantità pressoché infinita di ricordi, cimeli, fotografie. Un archivio impressionante.
E’ stato intervistato qualche anno fa in una trasmissione di una tivù locale grazie alla caparbia di quei due impagabili sostenitori del vecchio Lupo che rispondono ai nomi di Tonino Tocci ed Elio Principato e siamo in grado di pubblicare qualche stralcio di quella che è stata, purtroppo, la sua ultima testimonianza di fede per i colori rossoblu.
“Io sono ‘mbruscinato (sorride) – du Cusenza… Quanti giocatori ho avuto qui a casa mia. In questo club, che è sotto casa mia, ci sono centinaia di testimoni che possono parlare di un pellegrinaggio pressoché continuo di giocatori, dirigenti, tifosi e allenatori… Un viavai continuo… E io che dovevo fare? Ero sempre disponibile e ospitale con tutti. Che volete farci? E’ la mia natura…”.
Il discorso scivola inevitabilmente su Gigino Lupo. Si può tranquillamente affermare che, insieme, hanno fatto la storia di questa tifoseria. Il Centro coordinamento club è stato una loro creatura.
La sua dote migliore? “Non potevi aprire bocca se avevi bisogno di qualcosa. Te la trovava subito… Il nostro viaggio più pazzo è stato quello per arrivare a Modica per portare i soldi ai giocatori che avevano già annunciato che non sarebbero scesi in campo. Sembrava che questo paese non esistesse sulla faccia della terra… E poi eravamo sempre insieme: io e Gigino Lupo. Anzi, Gigino Lupo e Gianni Bruno. Raccoglievamo soldi da tutte le parti. Anche dall’America spedivo dollari alla società del Cosenza… Sono soddisfatto di aver fatto il mio dovere di tifoso. Sempre”.
Ci spostiamo verso le pareti stracolme di fotografie. Campeggia quella di Gianni Di Marzio, lo “stregone” che riportò il Cosenza in serie B dopo 24 anni.
“Di Marzio è rimasto amico mio, un grande amico mio – riprende Gianni Bruno -. Quando viene a Cosenza per più di una giornata non manca mai di venirmi a salutare. Quando avevo il negozio alla Riforma, la merceria Alba (dal nome della gentilissima moglie, ndr), il mister era costantemente da me per dirmi che cosa dovevamo fare per “accendere” e organizzare la nostra splendida tifoseria. Adesso viene qui…”.
Quanto ai calciatori, beh ci sono fotografie che vanno dai tempi di Campanini a quelli di Tatti e Margiotta. Ma se deve fare un nome su tutti, Gianni Bruno non ha il minimo dubbio. “Sono rimasto molto amico, quasi familiare – aggiunge – con Giovannino Rappa, l’ala destra del Cosenza di Nedo Sonetti promosso in C1 nel 1980. Mia moglie gli ha battezzato una figlia e da quasi trent’anni ci chiamiamo “compare”. E’ una sensazione bellissima, che si può provare soltanto tra persone vere, autentiche…”.
Ciao Giovanni… Cosenza non ti dimenticherà