
L’esordio al “San Vito” è baciato dal successo. Di fronte all’ostico Cagliari la squadra rossoblù domina. E’ di Claudio Lombardo, schierato eccezionalmente a centrocampo, il primo gol della stagione, mentre è Lucchetti che mette al sicuro il risultato. L’ottimo inizio sprona un buon numero di tifosi a seguire il Cosenza nella vicina Brindisi per la prima trasferta. La gara è equilibrata e sembra non doversi sbloccare, quando Di Marzio lancia nella mischia Montrone. Sarà proprio lui, a sette minuti dalla fine, a indovinare la fuga giusta: contropiede, palla al centro e ancora Lombardo realizza il gol della vittoria.
Sette giorni dopo c’è il pubblico delle grandi occasioni per la sfida con il temibile Licata di Zeman, che adotta la zona totale e viene descritto come la squadra rivelazione del torneo. Di Marzio non vuole lasciare nessun vantaggio all’avversario e la partita non offre grandi emozioni. A un quarto d’ora dalla fine sale in cattedra Alberto Urbanm che si procura un calcio di rigore con estremo mestiere e lo trasforma.
Il Cosenza è già in testa a punteggio pieno e nulla lascia presagire il pesante tracollo allo “Zaccheria” di Foggia, che allarma e non poco tutto l’ambiente. Si può anche perdere, tra l’altro contro una squadra accreditata tra le favorite per il salto di categoria, ma c’è modo e modo. E i lupi diventano piccoli piccoli al cospetto dei satanelli, che dilagano addirittura per 5-0. Il momento è delicato. Al “San Vito” fa paura persino il Campania, che dopo appena trenta secondi è già in vantaggio con Calì. Il pubblico inizia a rumoreggiare ed è provvidenziale un calcio di rigore trasformato da Giansanti nel corso del primo tempo per tranquillizzare tutti. Nella ripresa la squadra si rinfranca e realizza il gol del successo con Lucchetti.
Il derby con la Reggina, oltre che sentito, è anche fondamentale per capire lo spessore dei ragazzi di Di Marzio, che inizia ad avere i suoi bravi problemi con i giornalisti più esigenti e i tifosi più esagitati. Qualcuno gli contesta un modo di giocare eccessivamente sparagnino e rinunciatario. A Reggio il Cosenza tiene fino al 39’ ma poi il centravanti amaranto Lunerti riesce a trovare un varco: 1-0. La reazione non arriva e, in apertura di ripresa, Mariotto in contropiede realizza il raddoppio. La classifica è tutt’altro che esaltante e al ritorno al “San Vito”, intorno alle 20,30, Di Marzio trova ad attenderlo un gruppo di tifosi che non vogliono sentire ragioni e contestano sia lui che i giocatori. Qualcuno reagisce, come il libero Giovanelli, e volano schiaffoni! Ci vorrà tutta la diplomazia del presidente Carratelli per placare gli animi nel corso della settimana.
La vittoria di misura sull’Ischia (gol di Urban dopo un paio di minuti) riporta finalmente un po’ di serenità in un ambiente obiettivamente infuocato. Se non ci fossero gli ultrà in curva sud ad incitare incessantemente i ragazzi, lo stadio potrebbe diventare anche una polveriera all’incontrario. E non mancano cori del genere “Siete sempre un pubblico di merda!”.
Al “Pinto” di Caserta occorre mettere un freno a una sindrome da trasferta sempre più pericolosa. La partita non è delle più facili, specialmente perché il centravanti D’Ottavio porta in vantaggio i campani e finora, in trasferta, il Cosenza non è stato mai in grado di recuperare. Ma questa volta va meglio: è il buon Gigi De Rosa a realizzare l’1-1 in apertura di ripresa. E il pareggio, mai come in questo momento, viene accolto con grande soddisfazione.
La crisi tuttavia non è passata. Il deludente 0-0 interno contro il modesto Teramo ridà fiato alle trombe dei contestatori striscianti, che diventano molto più visibili una settimana dopo quando Di Marzio scivola a Frosinone. Sarà uno 0-2 pesante, determinato addirittura da una doppietta del libero Lattuca!
E’ il momento di reagire e la squadra dimostra di avere gli attributi nella sfida al “San Vito” contro la rivale di sempre, la Salernitana. I granata, seguiti da un gran numero di sostenitori, iniziano spavaldamente e passano in vantaggio grazie a una punizione di Cozzella. Di Marzio si alza dalla panchina e inizia il suo personalissimo show: urla come un forsennato, si abbassa quasi fino a terra per indicare ai suoi giocatori le disposizioni tattiche, si sbraccia per modificare le marcature, ma, soprattutto, dà una carica inverosimile. L’arbitro punisce un fallo su Urban con il calcio di rigore all’inizio del secondo tempo. Castagnini trasforma. Il pareggio potrebbe anche andare bene, ma all’ultimo minuto arriva il gol che fa esplodere lo stadio. Punizione dal limite dell’area di Castagnini respinta dalla barriera, si apre una mischia furibonda dalla quale spunta vincente, quasi in maniera incredibile, il minuscolo Urban. 2-1, triplice fischio finale e pace fatta tra squadra e pubblico.
Inizia da qui la riscossa dei lupi, che a Campobasso ottengono un pari prezioso. I molisani passano nella ripresa con Romiti e sembrano a un passo al trionfo. Ma a undici minuti dalla fine Montrone, che ripaga appieno la fiducia del tecnico, entra in area e viene atterrato. Giansanti realizza il calcio di rigore.
Contro la Torres al “San Vito” il gol partita è di Gigi De Rosa, di testa, sugli sviluppi di un calcio d’angolo.
Il Cosenza è tornato nelle alte sfere della classifica ed è consapevole che può conquistare l’importante titolo di campione d’inverno.
A Catania, vecchio feudo dimarziano, finisce a reti inviolate e anche la gara casalinga col Francavilla (la prima del 1988) si chiude senza gol. Idem come sopra a Nocera Inferiore dove le due tifoserie fraternizzano e regalano momenti che fanno bene al mondo del calcio. Per ottenere il primo posto assoluto serve una vittoria al “San Vito” contro il Monopoli e, quindi, tornare al gol, che manca ormai da più di 270 minuti.
La partita è ostica ma nella fase finale si sblocca. Michele Padovano ingrana la quarta, lascia sul posto il suo diretto avversario e crossa splendidamente al centro dove Giansanti deve appena abbassarsi per mettere in rete il gol della sospirata vittoria. Siamo campioni d’inverno.
Usciti indenni dal “Sant’Elia” di Cagliari (0-0), i lupi ricevono la visita del Brindisi in lotta per la salvezza. Di Marzio ammonisce tutti, anche i palati più fini, a non andare a cercare il pelo nell’uovo, cioè il bel gioco, ma le cose concrete. E la vittoria arriva, anche se propiziata da un altro calcio di rigore trasformato dal solito Giansanti.
Sette giorni più tardi il Cosenza cade a Licata dopo otto risultati utili consecutivi: La Rosa e Giacomarro non lasciano scampo a Gigi Simoni. Nessuno, questa volta, indugia in inutili polemiche, anche perché i siciliani stanno sorprendendo tutti e perché bussa alle porte una partita fondamentale contro il forte Foggia.
Lo stadio è di nuovo pieno: in molti pensano con terrore a quanto è accaduto negli anni precedenti quando si giocavano partite delicate come questa. Spettri e fantasmi si materializzano dopo pochi minuti, quando Scienza realizza il gol che costringerà i rossoblù a inseguire con affanno. Il pareggio arriverà a tre minuti dalla fine del primo tempo, grazie a un guizzo di Padovano, che sta entrando in forma. Va bene così.
Ottenuto un altro punto d’oro nel campo-trappola del Campania, il 6 marzo torna il derby con la Reggina, anch’essa in piena lotta per la serie B. Stadio gremito in ogni ordine di posti nonostante la pioggia, tifosi amaranto sistemati in tribuna A. Le due squadre si danno battaglia ma senza arrivare spesso in zona tiro. La svolta all’inizio della ripresa: Urban va via e viene steso platealmente da Sasso, libero amaranto. L’arbitro sorvola tra le furiose proteste di Di Marzio e dei tifosi rossoblù. Finisce 0-0. Negli spogliatoi si lamentano tutti e Nevio Scala, allenatore della Reggina, dopo aver minimizzato l’episodio del rigore, afferma clamorosamente che Urban gli avrebbe detto di averci soltanto provato! Appena Di Marzio viene informato, fa salire immediatamente in sala stampa il suo “trottolino” che, ovviamente, smentisce categoricamente Scala.
Ritorna il periodo dei nulla di fatto. Reti inviolate sul campo di patate di Ischia, 0-0 in casa con la Casertana. Il tecnico napoletano si lamenta di nuovo per un arbitraggio non proprio ottimale e, dai microfoni di Cam Teletre, invita il presidente Carratelli e i suoi amici democristiani a fare la voce grossa per evitare discriminazioni.
A Teramo il campionato dei lupi si sblocca. Lucchetti, con uno spettacolare tiro al volo, segna dopo 417’ di digiuno; ma, dopo pochi minuti, Pesce trafigge Simoni, che non prendeva gol da 470’. E’ il preludio allo spettacolare finale di torneo. Al “San Vito” Padovano e Lucchetti stendono il Frosinone, riportano i colori rossoblù in piena zona promozione e preparano tutto l’ambiente al big match di Salerno. Per tutta la settimana gli ultrà chiedono inutilmente di poter essere presenti al vecchio “Vestuti”. L’assessore allo Sport Mimmo Frammartino prende tempo, ma si intuisce lontano un miglio che è pressato dalle forze di polizia: l’ordine è quello di vietare ogni tipo di partenza! Il tira e molla va avanti fino a sabato, poi la conferma: nessun ultrà potrà raggiungere Salerno. In città la delusione dilaga e non mancano le polemiche contro l’amministrazione comunale. Poi ci si organizza con punti d’ascolto della radiocronaca. Il 17 maggio a Palazzo dei Bruzi sono centinaia i tifosi che ascoltano il racconto della partita del decano dei radiocronisti cosentini, Giuseppe Milicchio, dalle frequenze di Radio Cosenza Centrale, che si è sistemato in una posizione strategica dalla quale può dire quello che vuole, senza che nessuno lo minacci! E’ il 26’. Giovanelli batte lungo un calcio di punizione dalla nostra tre quarti, la difesa della Salernitana è sbilanciata in avanti. Michele Padovano brucia sullo scatto gli avversari e trafigge il portiere campano in disperata uscita. Cosenza esplode di gioia e la squadra riesce a mantenere il risultato fino al 90’: è la prima volta che espugnamo il terribile “Vestuti”. Siamo di nuovo al comando della classifica e in città dilaga la febbre da serie B: la passione contagia tutti, dai bambini agli anziani.
Contro il Campobasso in 25mila spingono i lupi a un 2-0 esaltante firmato da una doppietta di Padovano, che ormai non si ferma più. E a Sassari il gol spaziale di Lucchetti (palleggio al limite dell’area e pallonetto mozzafiato all’incrocio dei pali) dà la netta sensazione che il più ormai è fatto.
Al ritorno della squadra all’aeroporto di Lamezia in centinaia accolgono Di Marzio e i suoi ragazzi. Ma non è ancora finita. Al “San Vito” contro il Catania questa volta non basta la doppietta di Padovano: gli etnei riescono a pareggiare e a Francavilla occorrono i due punti per evitare brutte sorprese, sempre possibili.
In terra abruzzese l’esodo rossoblù è impressionante. Il primo tempo scivola via senza troppi sussulti. Al 22’ della ripresa Maurizio Lucchetti raccoglie palla a centrocampo, scarta i difensori avversari come birilli e deposita il pallone in rete. E’ il gol della vittoria. Ormai non ci sono più ostacoli alla promozione.
Per l’ultima gara in casa contro la Nocerina gli ultrà preparano la coreografia più attesa e sentita: “Mai più prigionieri di un sogno”. Urban e Lucchetti realizzano i gol che servono per vincere: il 5 giugno a Monopoli basta anche un punto per staccare il biglietto per la B. E così sarà.