
5 giugno 1988-5 giugno 2013: Sono passati esattamente 25 anni da quell’indimenticabile 5 giugno 1988 quando il Cosenza Calcio riconquistò la Serie B dopo 24 lunghissimi anni. Una promozione che diventa ormai sempre più lontana nel tempo ma che rimane nel cuore di chi l’ha vissuta come quella più bella, quella che non potrà mai essere cancellata neanche dovessero passare decenni e neanche se il Cosenza dovesse vincere la Champions League…
Inevitabile un tuffo nel passato.
Cosenza, in realtà, stava festeggiando la promozione già da più di un mese, per essere precisi dalla splendida vittoria di Salerno del 17 aprile. Qualche giorno dopo, quasi come per incanto, la città si riempie di bandiere e drappi rossoblù e striscioni inneggianti a quel sogno che sta diventando realtà.
L’emittente privata Cam Teletre, con il giornalista Franco Corbelli, ha lanciato l’idea di premiare la coreografia più originale, scatenando una gara popolare indimenticabile. Ogni quartiere si è attrezzato a dovere: sembra quasi di essere a Napoli, dove un anno prima hanno festeggiato lo scudetto di Maradona. La fantasia dei tifosi è senza confini.
“Siamo di passaggio: andiamo in B”; “Missione compiuta”; ma soprattutto “L’uomo Del Monte ha detto B!”. Quest’ultima frase, ripresa da uno slogan pubblicitario di successo e immortalata su uno striscione dal tappezziere Franco Parisella all’inizio di via degli Stadi, vince il concorso di Cam Teletre.
Gli ultrà però hanno coniato senza dubbio la fase più bella e significativa, “Mai più prigionieri di un sogno”, collegandola alla fantasmagorica coreografia dell’ultima partita casalinga contro la Nocerina, coronata da un classico 2-0.
Finisce 0-0 e comincia la festa. Migliaia di tifosi invadono il campo portando in trionfo gli eroi della promozione.
Intanto, in città, esplode la gioia di chi non ha seguito la squadra. La sfilata di auto è impressionante, piazza dei Bruzi è paralizzata, ma anche le altre strade del centro cittadino sono imbottigliate. C’è troppa voglia di festeggiare mentre si attende l’arrivo della squadra e di chi è stato a Monopoli. Appuntamento allo stadio San Vito.
E’ circa mezzanotte quando il pullman del Cosenza entra dalla porta carraia: i tifosi che si sono radunati sulle scalee dello stadio, nonostante una improvvisa pioggia battente, sono almeno quindicimila. E’ stato sistemato il palco al centro del campo per le premiazioni istituzionali, i cori sono quelli che hanno costellato tutta l’annata. Da brividi “Sì, la curva è tutta qui!” sull’aria di “La vita è tutta un quiz” di Renzo Arbore.
Il boato della folla diventa ritmico quando dagli altoparlanti vengono annunciati per l’ennesima volta i nomi e i cognomi dei tecnici e dei giocatori che ci hanno portato in paradiso.
La festa continua per tutta la notte. Di Marzio e i giocatori sfileranno per tutte le strade della città fino alle sei del mattino impazziti di gioia e abbracciati, toccati, issati in aria da tutti i tifosi. Si va così per tutta la settimana. C’è troppa voglia di gridare al mondo che siamo in serie B…
TUTTI I RAGAZZI
DI GIANNI DI MARZIO
Ricostruiamo, a questo punto, la cavalcata verso la serie B. Gianni Di Marzio vuole una squadra a sua immagine e somiglianza, fatta di uomini veri, grintosi, attaccati ai colori sociali. Lavora in sintonia con il direttore sportivo Roberto Ranzani, tornato a Cosenza dopo l’addio di Franco Rizzo, che ha già portato in rossoblù molti giovani talenti, e col fido Tony Ferroni.
In porta piena fiducia a Gigi Simoni, che si è già conquistato il posto da titolare. Alle sue spalle l’esperto Bruno Fantini, valida alternativa. La difesa è decisamente da rafforzare, anche se qualche punto fermo c’è. Per esempio, Ciccio Marino, il terzino cosentino che ha raggiunto la piena maturità ed è pronto per un campionato di vertice.
Il nuovo stopper è Antonio Schio, chiesto espressamente da Di Marzio e acquistato con una laboriosa trattativa, per il ruolo di libero il tecnico partenopeo non ha avuto dubbi: “Voglio Giovanelli”.
Reduce da esperienze fortunate a Catania e a Cagliari, è l’ideale per guidare una difesa sanguigna: viene preso anche lui.
Sulla fascia sinistra Ranzani punta a occhi chiusi su Claudio Lombardo, che ha seguito a lungo. E’ un ragazzo fortissimo tecnicamente e dotato del giusto temperamento, che si rivelerà insostituibile e adattabile in più ruoli.
Non mancano, comunque, le alternative, a partire dal giovane Presicci e dal vecchio Giansanti, che avranno modo di disputare molte partite importanti.
In mezzo al campo l’acquisto di grido è Renzo Castagnini, che Di Marzio ha già allenato a Catania e che ha un feeling particolare con lui. Non ci vuole molto a convincerlo a seguirlo in questa nuova avventura.
Sergio Galeazzi è già a Cosenza da un anno: è un’ala tornante vecchia maniera, capace di correre per giorni interi, un classico settepolmoni, rubato dal calcio all’atletica leggera. Non sarà il massimo tecnicamente, ma con quelle gambe e con quel torace che si ritrova è una garanzia. Anche lui è una scoperta di Ranzani, esattamente come Donato Bergamini, in rossoblù da due stagioni e alla ricerca della definitiva consacrazione come perno centrale del centrocampo.
Qualche metro più avanti c’è Albertino Urban, voluto da Liguori l’anno precedente, già soprannominato dai tifosi “moto perpetuo” per la sua eccezionale capacità di cambiare passo e di inventarsi funamboliche serpentine.
Di Marzio però non è soddisfatto, ha bisogno anche di validi rincalzi e la società gli consegna addirittura Gigi De Rosa, reduce da ottimi campionati a Bari e a Pescara, quasi un lusso per la panchina. Tra i nuovi acquisti c’è pure il tornante Del Nero, che giocherà pochi spezzoni.
E l’attacco? Il nuovo centravanti è il talentuoso Maurizio Lucchetti. Non è un centravanti di sfondamento, tutt’altro. Il suo bagaglio tecnico è fenomenale, al punto che spesso gli consente di trasformarsi in rifinitore, ma non gli mancano le doti di opportunista e il fiuto del gol. Al suo fianco c’è il giovane Michele Padovano, un altro prodotto della nidiata di Ranzani, che già l’anno prima, nonostante il servizio militare, ha dato prova del suo talento.
Per la panchina è stato acquistato il giovane Angelo Montrone. Di Marzio non vuole mai rose troppo folte per evitare problemi di spogliatoio e con sedici titolari si sente finalmente sicuro.
1 – continua