
Gianluca Gagliardi arriva in sala stampa con la consapevolezza di aver concluso una stagione regolare importante, certo non coronata dalla “ciliegina” della promozione diretta, ma sicuramente all’altezza della situazione.
“Abbiamo fatto 73 punti, abbiamo segnato 65 gol e oggi c’erano sette cosentini in campo – esordisce -. Sono numeri che meritano di rimanere nella storia del Cosenza Calcio e la città e gli sportivi devono essere orgogliosi di quest’annata”.
Approfondendo il discorso sulla partita, Gagliardi affronta subito il discorso relativo al primo tempo in sordina. “Se non corri e c’è una squadra che invece corre e che ha pure qualità, è normale che hai difficoltà se tu invece in campo cammini… Nel secondo tempo, oltre alla qualità di Guadalupi, abbiamo messo in campo corsa e cattiveria e la partita è cambiata”.
Allargando l’orizzonte sui play off, l’allenatore del Cosenza ha ribadito un concetto già espresso altre volte. “E’ crudele che una squadra che ha fatto 73 punti debba affrontare in una partita secca un’altra che si e no ne ha fatto 50… Sono cose che succedono solo in Serie D… Una partita secca è come una finale: può succedere di tutto ma ci presenteremo motivati al massimo all’appuntamento”.
Gagliardi ribadisce l’importanza di avere valorizzato tanti calciatori cosentini. Ne ha fatto un cavallo di battaglia per tutta la stagione e lo sottolinea giustamente anche alla fine di questa stagione regolare. Oggi c’erano Perri, Filidoro, Parisi (perchè il Capitano è da considerarsi un cosentino a tutti gli effetti!), Piromallo, Franzese, Marano e Mosciaro e in panchina anche Straface, Salvino, Marchio e Bruno. E non dimentichiamo certo Adriano Fiore, che oggi è stato “risparmiato” dal tecnico.
Di conseguenza, si è indicata una strada importantissima anche e soprattutto per il futuro.