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FOCUS: I cinquant’anni di Marulla. Lo spareggio di Pescara e il sogno della Serie A

Nel 1989, dopo aver sfiorato la Serie A nel memorabile campionato di Bruno Giorgi, il Cosenza rifonda la squadra e il presidente Serra richiama a casa Gigi Marulla, che nel frattempo ha sposato la sua fidanzata cosentina Antonella e ha già un bambino di due anni, il piccolo Kevin.

Quell’anno il Cosenza, affidato a Gigi Simoni, dovrebbe essere tra le protagoniste del campionato e invece va tutto storto: tanta sfortuna, un’intesa generale che non arriva e poi, come se non bastasse, l’omicidio di Denis Bergamini. Per la cronaca, quell’anno, in cui il Cosenza si salva, dopo il ritorno di Di Marzio, all’ultima giornata a Trieste, Marulla segna 7 reti. Le più importanti al San Vito, contro Brescia e Ancona. Ma su diversi gol firmati da Padovano (che quell’anno farà 8 gol) c’è la sua firma: un cross perfetto nella delicatissima gara casalinga col Barletta e un micidiale uno-due nell’altra drammatica sfida-salvezza contro l’Avellino.

La migliore annata di Gigi Marulla con la maglia del Cosenza è una di quelle più “disgraziate” della nostra storia ma che alla fine si trasformerà in un trionfo per aver mandato all’inferno la Salernitana nello spareggio di Pescara.

Quell’anno, 1990-91, Marulla indossa la fascia di capitano e segna 16 reti. Dopo l’esonero di Di Marzio e l’arrivo di Reja, c’è urgente bisogno di mettersi a fare risultato. Al San Vito contro il Messina Gigi segna uno dei gol più belli della sua carriera. Palla al limite dell’area, doppio dribbling sul diretto avversario e nell’area piccola finta di corpo sul portiere che cade a terra e palla in rete. Marulla segna dappertutto: a Brescia, Reggio Emilia (dove perdiamo 7-4 dopo che vincevamo 3-0), ad Ancona… Ma un altro capolavoro arriva al San Vito contro il Foggia di Zeman già destinato alla Serie A. Lanciato in contropiede, si beve entrambi i difensori centrali del Foggia, scarta anche il povero Mancini e infiamma il popolo rossoblu per un pareggio fondamentale.

E come non ricordare la doppietta al Taranto in tre minuti e il gol della vittoria contro il Padova? Alla fine però sarà spareggio a Pescara contro la Salernitana. Al 6’ del primo tempo supplementare, Marulla scatta su un rinvio di Napolitano, punta Ceramicola e lo supera in velocità, aspetta l’uscita di Battara e lo trafigge andando ad esultare sotto il settore degli ultrà rossoblu. E’ il gol che lo consegna definitivamente alla leggenda del Cosenza Calcio.

L’anno successivo finalmente la ruota gira e il Cosenza di Reja lotta per la Serie A. Dieci gol in una prima linea formata anche da Oberdan Biagioni e Peppe Compagno, che aveva l’unico cruccio di vincere poco fuori casa ma al San Vito non sbagliava un colpo. Quel tridente ha fatto sognare generazioni intere di cosentini fino alla fatidica Via del Mare di Lecce quando una vittoria ci avrebbe comunque consentito lo spareggio con l’Udinese. Andò come tutti sapete. I gol più importanti del nostro capitano in quella stagione a Udine, in quella memorabile gara che il Cosenza pareggiò in 9 contro 11, in casa col Lecce, con l’Avellino (una punizione al fulmicotone, perché Gigi aveva anche un gran tiro) e con la Casertana (doppietta d’autore).

Gigi Marulla è rimasto l’indiscusso capitano rossoblu per altre cinque stagioni, segnando ancora tanti gol e tenendo a battesimo giovani del calibro di Cristiano Lucarelli, Marco Negri e Stefano Fiore. Ha sempre rifiutato richieste di squadre importanti e per rimanere a Cosenza probabilmente ha perso anche il treno della Serie A ma non se n’è mai fatto un cruccio.  Avrebbe voluto lasciare il Cosenza col gol più bello, quello della salvezza a Padova. Ma qualcuno aveva deciso che non doveva andare così.

Prima o poi tornerà a legare il suo nome ai colori del Cosenza. Ma ai festeggiamenti del Centenario non c’è dubbio che gli toccherà la parte del leone.

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