
Andrea Marano non sta vivendo una bella annata. Dopo il gran finale di stagione dello scorso anno, tutti ci aspettavamo che potesse lasciare il segno ma sono state tante le cose che non sono andate per il verso giusto. Ha fatto tanta panchina e quando è entrato a gara in corso non sempre è riuscito a dare quello che può. Ma da qualche settimana a questa parte lo vediamo tirato a lucido, voglioso e grintoso.
A Cava de’ Tirreni l’hanno fermato quando era da solo davanti al portiere per un fuorigioco inesistente, contro il Sambiase ha fatto tanto per scardinare la difesa avversaria e anche domenica scorsa, giocando quasi tutto il secondo tempo, ha dato la sensazione che può essere determinante.
L’anno scorso, proprio contro il Messina (un po’ com’è accaduto per Fabio Salvino), “Mago” Marano ha giocato partite memorabili. Il 7 aprile si è trovato catapultato tra i titolari per l’improvviso malessere di Mosciaro nel riscaldamento e i difensori del Messina hanno cercato invano di frenare la sua fantasia, che si rivelò fondamentale per liberare l’estro di Arcidiacono nella ripresa.
Il 16 maggio ha addirittura aperto le marcature con un imperioso stacco di testa sugli sviluppi di un corner ponendo le premesse per il 3-0 finale. E anche il 9 dicembre ha indossato la maglia numero 11 per far “ammattire” il suo giovane marcatore di fascia e creare spazi vitali per Guadalupi e Mosciaro. Insomma, il Messina lo esalta e i difensori giallorossi lo soffrono. Non c’è dubbio che Gagliardi sta pensando anche a lui e non c’è dubbio che il “Mago” farà di tutto per dare un senso a questa stagione. Se lo meriterebbe di cuore.
Col tecnico rossoblu quest’anno non sono state tutte rose e fiori ma non dimentichiamo quello che ha detto più volte Gagliardi: “Marano se vuole può diventare un fenomeno e fare la differenza”. Quale migliore occasione domenica al San Filippo?