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Quegli addetti ai lavori in ginocchio da Lo Monaco e l’orgoglio dei tifosi del Cosenza

A Cosenza alcuni addetti ai lavori hanno perso la testa.

Le critiche, anche feroci, nei confronti dell’operato della società del Cosenza Calcio, vanno accettate, com’è giusto che sia in democrazia e nel pieno rispetto della libertà di pensiero.

Ma com’è possibile esaltare tout court l’operato del patron del Messina Pietro Lo Monaco facendolo passare addirittura per un eroe? E com’è possibile sottolineare, quasi con un sottile filo di piacere, che il signor Lo Monaco sta gongolando davanti alla prospettiva di vincere il campionato e festeggiare davanti ai suoi avversari, che poi saremmo noi?

Siamo davanti a un esempio assurdo di “fuoco amico”, cioè alla classica e plastica situazione militare nella quale soldati o mezzi vengono a trovarsi sotto il fuoco delle proprie stesse batterie o di quelle alleate. Magari proprio mentre affrontano la battaglia decisiva.

Non solo: questi stessi addetti ai lavori scrivono che Lo Monaco, oltre a gongolare, sembra sghignazzare… Probabilmente chi scrive non conosce neanche l’esatto significato dei termini che usa, ma questo è quello che passa il convento.

Questi signori sono talmente accaniti che, pur di andare contro il presidente Guarascio e l’amministratore delegato Quaglio, si mettono sulla stessa posizione dell’avversario del Cosenza Calcio, rendendosi funzionali al suo progetto di metterci in cattiva luce o, peggio, di ridicolizzarci.

Anche se Guarascio e Quaglio fossero i peggiori dirigenti che mai hanno messo piede nel Cosenza, che senso ha, a quattro giorni dalla sfida col Messina, genuflettersi e inchinarsi allo strapotere di Lo Monaco? Ferma restando la grande professionalità del numero uno dell’Acr, è giusto che si sappia, anche a Messina, che i veri tifosi del Cosenza non si inginocchiano mai davanti a nessuno e hanno orgoglio da vendere.

Per non parlare della patetica difesa al patron del Messina sul fotomontaggio, evidentemente satirico, del settimanale cosentino Cosenza Sport, dalla quale si evince un gusto perfido nell’apprendere che Lo Monaco potrebbe rivolgersi all’autorità giudiziaria.

Viene quasi da pensare che ci debba essere qualcosa di poco chiaro dietro a questo accanimento senza precedenti.

Forse qualche richiesta non esaudita? O qualche proposta “che non si può rifiutare“?

Prima o poi ve lo faremo sapere. 

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